........parleremo di..................

In questo blog vorrei parlare di argomenti inerenti le imprese, dei loro progetti, delle loro idee e delle loro necessità, ma anche della gente, della nostra Italia, della società civile e dei suoi cambiamenti; sarei felice di avere molti contributi. Grazie.

giovedì 3 giugno 2010

Equilibrio Esistenziale, equilibrio aziendale.

L’equilibrio è uno stato temporaneo, la cui ampiezza temporale dipende sostanzialmente dal soggetto a cui ci riferiamo e subordinatamente alla situazione in cui collochiamo il soggetto.
Credo che questa definizione d’equilibrio si possa ben adattare anche al mondo aziendale: ovvero all’equilibrio della marginalità reddituale, all’equilibrio della propria quota di mercato, all’equilibrio delle risorse finanziarie, all’equilibrio del proprio standard qualitativo, ecc...
Essendo l’equilibrio permanente uno stato irraggiungibile, occorre valutare il miglior compromesso possibile delle oscillazioni del soggetto (o dato) esaminato.
Un’efficiente analisi delle oscillazioni e dei loro effetti, può stimolare una pianificazione di movimenti oscillatori provocati, tesi al miglioramento della performance del soggetto o del dato in analisi.
Obiettivo del processo risulta essere l’introduzione di scelte antagoniste allo stato attuale nel momento di massimo disequilibrio costruttivo del soggetto (o dato), evitando di giungere al punto di rottura, ma elargendo il minor dispendio energetico possibile per avviare la successiva fase di riequilibrio necessaria.


mercoledì 2 giugno 2010

Notte Polare, crisi globale
La notte polare avviene a latitudini elevate, durante l’inverno il sole non sale mai sopra l’orizzonte e quindi è notte per tutto l’arco della giornata e per un periodo di molti mesi. Ci sono vari momenti e tipi di notte polare; anche se il sole non sorge si ha il crepuscolo, del resto il crepuscolo non è notte, ma non è giorno. Durante il crepuscolo civile, a causa della “diffusione” (fenomeno inerente alla posizione del sole rispetto l’orizzonte), c’è ancora abbastanza luce per le normali attività all’aperto.
La notte polare sembra provocare effetti molto consistenti sul corpo umano e può causare la depressione in molti individui, sono particolarmente influenzate le persone affette da disordini affettivi stagionali.


Questa è la sintesi della definizione estrapolata da Wikipendia della notte polare; mi sembra la perfetta immagine della situazione economica mondiale attuale.
L’attuale crisi economica coinvolge un’area geografica e non un settore, una nazione, un prodotto. Tutte le economie sviluppate hanno accusato gravissime flessioni. Il detonatore è stato identificato nella gestione “avventurosa e stravagante” della finanza, ma certo è che il detonatore era ben collegato alla polveriera industriale.

Tornando alla nostra notte polare.
La notte polare è notevolmente, assolutamente, drasticamente più lunga delle notti a cui siamo abituati noi italiani. Cosa possiamo fare per evitare di scivolare lentamente in una depressione che inizialmente fiaccherà le nostre aziende, poi il nostro sistema sociale ed alla fine i singoli individui ?
Primo, capire che non si tratta di una notte, ma di una lunga notte.
Secondo, apprezzare che si tratta di una notte la cui intensità varia in funzione della latitudine in cui ci troviamo. (ovvero esistono aree nel mondo in cui è giorno)
Terzo, vedere che il crepuscolo, presente in vari momenti della giornata, non è giorno, ma non è notte fonda.
Quarto, cercare di riorganizzarsi per vivere in assenza di sole. (Esistono studi sull’efficienza di sedute di bagni di luce a cui sottoporre chi vive alle latitudini in cui le notti polari sono ricorrenti; cerchiamo i bagni di luce utili per le nostre aziende.)

I bagni di luce per le aziende sono la condivisione, l’associazionismo, il sistema, le reti, la complementarietà produttiva.
In particolare le piccole aziende italiane, se non faranno questi bagni di luce, fra 10 anni saranno un irrilevante ricordo del passato sistema produttivo mondiale.
Come attivare questi bagni di luce ?
Ogni imprenditore deve pretendere dalle sue associazioni maggior attivismo, ogni imprenditore deve stimolare se stesso ed i suoi colleghi a dialogare in maniera continuativa nel tempo, riunirsi periodicamente anche e se possibile in contesti amichevoli e meno formali delle riunioni istituzionali, provare collaborazioni condividendo visioni imprenditoriali, sostenere cause comuni anche se non si è direttamente coinvolti.
Queste attività sono bagni di luce, ma per accendere la luce occorre alzarsi, camminare al buio fino all’interruttore e premere il pulsante; senza aspettare che altri lo facciano per noi, senza sperare che un po’ di luce entri da sotto la porta, senza illuderci di essere protetti dall’angolo in cui sentiamo le nostre spalle appoggiate.